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mercoledì 3 aprile 2013

Articoli di giornale e supplementi


Che sono una donna fortunata l'ho già detto parecchie volte, ringrazio Dio per tutto quello che vivo, ne sono grata. Tra le mie fortune c'è anche quella di avere un padre di un'intelligenza di gran lunga superiore alla norma unita ad un tipo di educazione, sensibilità e bontà d'animo che non esistono più; tutto questo per dirvi che quando nelle sue molteplici letture trova un aricoletto che possa interessarmi relativo al cibo, lui lo ritaglia con precisione e lo mette da parte per me. Alcuni giorni i ritagli di giornale si arricchiscono di supplementi  dei vari quotidiani, oggi me ne ha portato uno che porta il titolo "La cucina della salute". Ho sfogliato il quadernetto con interesse e la prima cosa che mi ha colpito è stata che alcune delle foto non corrispondevano alle ricette, se nella foto della ricetta "spaghetti al pomodoro mozzarella, salmone e basilico" vedo, inequivocabile, un sugo di pomodori e broccoli mi aspetto di trovare pomodori e broccoli nell'elenco degli ingredienti ad esempio... Da questa prima fastidiosa osservazione sono passata a leggere con più attenzione altre ricette. "Gelato yogurt mirtilli e lamponi", buono ed invitante ma trattandosi di un supplemento che parla di salute ed elargisce consigli vegani, trovo che l'aroma di vaniglia negli ingredienti, roba chimica, abbia poco a che fare con l'argomento e il mangiar sano, sarebbe opportuno indicare una "bacca di vaniglia" e così anche per la "bavarese al limone" che suggerisce una bustina di vaniglia in polvere (vanillina), altra roba chimica, quando nella ricetta fotografata sono evidenti i semini di vaniglia... contraddizioni!?!

Le riflessioni sono due. La prima è che quando mi è stato inaspettatamente chiesto di scrivere un articolo su un prodotto della mia città mi sono informata, ho chiesto, sono andata di persona a vedere, ho fatto domande, ricerche ed approfondimenti per essere certa di scrivere cose esatte nel rispetto di chi mi aveva chiesto di scrivere e nel rispetto di chi avrebbe poi letto quelle mie righe, chi lo fa di professione dovrebbe stare ancora più attento perchè si presume che goda di una certa credibilità e che quindi abbia maggior responsabilità nei confronti dei lettori-consumatori; la seconda riflessione è sulla differenza che c'è tra una bacca di vaniglia e l'aroma di vaniglia o le bustine di vanillina. Non sono una nutrizionista e quindi per mettere in evidenza i due elementi mi affido al dizionario:

La vaniglia (Vanilla planifolia Jacks. ex Andrews, 1808) è un'orchidea originaria del Messico. I suoi frutti, comunemente chiamati baccelli, producono la spezia nota come vaniglia. I baccelli freschi e ancora inodori hanno un diametro da 7 a 10 millimetri. Contengono migliaia di semi minuscoli che sarebbero liberati per esplosione dei frutti maturi se non si provvedesse a raccoglierli ancora verdi. La trasformazione di frutti inodori in una spezia vellutata e gradevolmente profumata necessita una preparazione minuziosa e metodica i cui principi furono sviluppati in Messico molto tempo fa. Il metodo più semplice, detto preparazione diretta, consiste nel lasciar maturare il baccello alternandone l'esposizione all'ombra e al sole, ma i risultati sono mediocri. Si preferisce perciò la preparazione indiretta che consiste nel provocare uno choc brutale che arresta la vita vegetativa del baccello ("killing"), seguito da una serie di operazioni di trasformazione, di essiccazione e di smistamento che durano all'incirca dieci mesi prima di ottenere un bastoncino di vaniglia commercializzabile. (da Wikipedia)

La vanillina (o vaniglina) è la molecola che impartisce alla vaniglia il suo tipico profumo. Chimicamente è un'aldeide aromatica, precisamente è la 4-idrossi-3-metossibenzaldeide. I semi di vaniglia ne contengono una percentuale compresa tra l'1,5% ed il 4%. A temperatura ambiente è un solido cristallino bianco (o giallo tenue se poco pura) dal caratteristico aroma di vaniglia; abbastanza solubile in acqua, si scioglie molto meglio in etanolo (500 g/l a 20 °C) e nei più comuni solventi organici. La vanillina in commercio, usata in pasticceria, in profumeria e in quasi tutti i prodotti igienici, è di origine sintetica. La si prepara per ossidazione dell'eugenolo con permanganato di potassio o ozono oppure per reazione del guaiacolo con formaldeide in un lento processo che ha tempi di reazione dell'ordine dei giorni.
Un'altra fonte industriale di vanillina sono gli scarti solforici dell'industria della carta. Questi contengono acido ligninsolfonico che, trattato ad alta temperatura e ad alta pressione con agenti ossidanti e alcalini, si decompone in svariati prodotti, tra cui la vanillina che viene successivamente estratta dalla miscela e purificata per distillazione e cristallizzazione. (da Wikipedia)


Si stima che la produzione mondiale di vanillina sintetica sia circa 12.000 tonnellate l'anno; la vanillina di origine naturale, ottenuta dalle 2.000 tonnellate/anno di semi di vaniglia raccolti nel mondo, ammonta a circa 40 tonnellate l'anno.

Ognuno scelga l'alimentazione che preferisce, tradizionale, sana, con cibo "spazzatura", vegetariana, biologica o vegana ma lo faccia con consapevolezza.

16 commenti:

  1. Sai Enrica... mi sono approcciata col mio blog per dare ricette VERE per quel poco di conoscenza che ho per lo stesso motivo, son tutti bravi a fare malinformazione pur di vendere ed in cucina secondo me non si deve scherzare perchè si parla di salute, inoltre penso a quelle persone che non sanno cucinare e si affannano per ore per avere una schifezza immangiabile per risultato e non certo per colpa loro... ^^ ti quoto a mille !!!

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    1. E' assurdo che chiunque possa dire qualunque cosa e la gente se la beve senza riflettere, chi non è niente e nessuno ha poca importanza (su FB è pieno di gente che sentenzia enormi cazzate dandosi un "ruolo" pur non avendo cervello e decenza, alimentata dai commenti di altre nullità), ma chi ha dei titoli specifici allora lo leggo con un po' più di attenzione e con una certa sana dose di critica.
      Cara Luisella, persone che come te ci mettono veramente il cervello, la passione ed il proprio bagaglio culturale ce ne sono ma sempre troppo poche!

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  2. Complimenti per le tue riflessioni... Mi piace l'idea che tutti possano scegliere consapevolmente e non ingurgitare roba, senza sapere cosa venga loro propinato.

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    1. La libertà è un diritto la consapevolezza è un dovere prima di tutti nei nostri confronti, ad esempio se bevi l'estathè sappi che bevi questo: Ingredienti: infuso di thè
      - acqua, thè - zucchero, destrosio, succo di limone (0,2%), ESALTATORE DI SAPIDITA'
      (acido ascorbico), aromi; dove l'esaltatore di sapidità serve per modificare il sapore, sapore che non c'è e che quindi va creato chimicamente: se ti informi scopri che di naturale in questa bibita c'è ben poco...ciao Roberta, grazie del tuo commento.

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  3. Il vero problema è che siamo un popolo di creduloni (prendiamo per oro colato tutto quello che si dice/legge) e di superficiali, perché qund'anche notassimo un errore arriva il solito: massì, vabbeh, sarà un errore, va bene lo stesso. Salvo poi quando scoppia il solito "bubbone" di turno, e allora cominciano campagne di informazione e petizioni. Con i conosciutissimi conseguenti ed inutili allarmismi.
    La vera cosa che personalmente infastidice me è quando le persone cercano in tutti i modi di farti cambiare idea su qualcosa (in questo caso il modo/tipo di mangiare), vedi per esempio su FB l'imperversare dell'essere vegani e mangiare vegani, un continuo bombardamento di pubblicazione di articoli dove a volte fanno dei paragoni veramente rivoltanti con l'evidente scopo di far smettere di mangiare determinate cose....
    Io non critico nessuno, ma vorrei lo stesso trattamento, è una questione di rispetto delle idee altrui, ma evidentemente il rispetto va di pari passo con superficialità e disinformazione :-(
    Mi spiace, scusa lo sfogo :-p
    Sara

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    1. Non ho niente contro la dieta vegetariana o vegana, dico solo che ognuno di noi dovrebbe riflettere su ogni singolo alimento di cui si nutre iniziando a leggere attentamente le etichette, informandosi e traendo le proprie conclusioni. Dobbiamo essere noi, con il nostro cervello a capire e valutare. Buona giornata Sara.

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  4. ottimo articolo. mi trovi d'accordo, e ti garantisco che in cucina mia non c'è mai la vanillina. ogni tanto compro dell'essenza di vaniglia in gocce dall'erboristeria (e ogni tanto mi sorge pure il dubbio che non sia naturale ahahah). Fai bene ad essere critica, in maniera intelligente, posata ed educata si può dire tutto :)

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    1. Il mio chef-insegnante in una lezione sui dolci ha chiesto a tutti espressamente di fargli un favore personale, cioè quando andiamo al supermercato a fare la spesa di lasciare sullo scaffale le bustine di vanillina...

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  5. Perfettamente d'accordo. Pensa che se so che qualcuno dei miei amici o conoscenti parte mi informo della zona e l'unica cosa che chiedo è la vaniglia in baccelli!

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  6. sono anni che non uso più la vanillina!

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    1. Brava Alessandra, pensa che fino ad un paio di anni fa non mi ponevo nemmeno il dubbio!!! Piano piano imparo a cucinare con coscienza.

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  7. Sei fortunata ad avere un papà così sensibile e affettuoso, ti invidio tanto perché io il papà non c'è più! Mi raccomando stagli sempre vicina, è un bene prezioso! Un abbraccio

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    1. Si lo so, i miei genitori ed i miei figli sono la mia vita!

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  8. Riguardo alla vanillina sintetica la penso come te, io infatti uso un'essenza fatta in casa con la vaniglia vera e credimi è tutta un'altra cosa!

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  9. ecco, vedi che non è mai troppo tardi (per me) per scoprire che tutti gli anni che ho pensato di fare una torta sana in casa usando vanillina, ho frodato mé stessa.. non lo sapevo.
    ..però non ho mai usato la margarina, per lo stesso motivo (sai quante ricette trovo, pubblicate nei blog amici, con la margarina? sempre troppe!)
    un abbraccio a presto

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